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Dal Tengrismo all’Islam: Come i Turchi sono diventati Musulmani

5 min di lettura Aggiornato: Dicembre 25, 2025

Vi siete mai chiesti perché l’Asia Centrale sia oggi quasi interamente legata alla fede islamica? Non è stato un caso fortuito. La storia di come i turchi hanno abbracciato l’Islam non è una semplice sequenza di date: è il racconto di un massiccio spostamento culturale e geopolitico che ha ridisegnato i confini del mondo conosciuto.

Dall’eredità sciamanica delle steppe ai minareti di Baghdad: analizziamo il percorso di una cultura guerriera che non solo ha adottato una delle più grandi religioni mondiali, ma l’ha difesa per secoli come la “Spada dell’Islam”.

Rappresentazione storica di guerrieri turchi

Perché questo cambiamento ha segnato la storia

L’Islam nella cultura turca non è un prodotto d’importazione dell’era moderna. Le sue radici affondano nel X secolo. Nel 932 d. C., Satuk Buğra Han dichiarò l’Islam religione ufficiale dell’Impero Karakhanide. Questo rappresentò il punto di svolta decisivo: per la prima volta, l’Islam non veniva praticato solo da singoli individui, ma diventava la ragion di Stato di un impero turco.

Ma la storia inizia molto prima. Molto tempo prima che la Gerusalemme ottomana diventasse realtà, furono le rotte commerciali della Via della Seta a far incontrare arabi e turchi. Fu uno scambio di merci, idee e inevitabilmente credo religiosi.

Il primo incontro: più che semplici vicini

Musulmani e turchi si conoscevano molto prima della conversione di massa. I mercenari turchi erano molto apprezzati negli eserciti abbasidi per la loro abilità nell’equitazione e la loro disciplina. Questa simbiosi militare creò la prima base di fiducia. Non vivevano solo l’uno accanto all’altro; combattevano e commerciavano insieme.

La svolta: la battaglia di Talas (751 d. C.)

Se dovessimo indicare un solo giorno che ha segnato il destino dell’Asia Centrale, sarebbe quello della battaglia di Talas nel 751. In quel luogo non si scontrarono solo eserciti, ma intere visioni del mondo.

Le tribù turche Karluk si allearono con il Califfato Abbaside contro la dinastia cinese Tang. La vittoria dell’alleanza turco musulmana fermò definitivamente l’espansione cinese verso ovest. Questo aprì le porte all’Islam in Asia Centrale e rese sicura la Via della Seta per i mercanti musulmani. Senza Talas, la storia della Turchia oggi sarebbe completamente diversa.

Pionieri della fede: Satuk Buğra Han e Nizak Tarhan

Mausoleo di Satuk Bugra Han

Sebbene Satuk Buğra Han (regno ca. 920-955) sia considerato il primo sovrano a rendere l’Islam religione di Stato (ufficialmente nel 932 d. C.), vi erano già stati convertiti illustri. Le fonti storiche indicano Nizak Tarhan, un principe turco di Badghis, che abbracciò l’Islam già all’inizio dell’VIII secolo (ca. 704-709). Queste scelte individuali spianarono la strada alla conversione di massa delle tribù Karluk, Chigil e Yagma.

L’espansione dell’Impero Selgiuchide

Con i Selgiuchidi, l’Islam divenne dinamico. Sotto la guida di Tuğrul Bey (morto nel 1063), i turchi Oghuz conquistarono la Persia ed entrarono a Baghdad nel 1055, ponendo il Califfato Abbaside sotto la loro protezione.

Questa espansione raggiunse il culmine sotto il sultano Melikşah (morto nel 1092). A quel punto, l’impero si estendeva dallo Yemen a sud fino alle montagne dell’Hindu Kush in Afghanistan a est. Questa vasta massa continentale permise una sintesi culturale che avrebbe poi gettato le basi per l’arte del tappeto anatolico e l’architettura che conosciamo oggi.

In cosa credevano i turchi prima dell’Islam?

Per capire perché i turchi abbiano abbracciato l’Islam, dobbiamo comprendere cosa hanno lasciato o meglio, cosa hanno trasformato.

Tengrismo: il culto del Cielo Azzurro

Il tengrismo era il cuore dell’identità turca. Gök Tanrı (Tengri) era il creatore dell’universo. Egli conferiva ai sovrani il “Kut” (il mandato divino a governare). È interessante notare come esistessero già forti parallelismi con l’Islam: era la fede in un unico creatore onnipotente.

I concetti principali del tengrismo:

  • Vita dopo la morte: I giusti andavano nell'”Uçmağ” (Paradiso), i malvagi nel “Tamu” (Inferno).
  • Kurgan e Balbal: I morti venivano sepolti in tumuli (Kurgan). Attorno a queste tombe venivano poste statue di pietra (Balbal) che simboleggiavano i nemici sconfitti destinati a servire il defunto nell’aldilà.
  • Spiriti della natura (Yer Su): Montagne, fiumi e foreste erano considerati animati. Il termine “Iduk” indicava luoghi sacri come la foresta di Ötüken.

Il ponte tra due mondi: Islam e Tengrismo a confronto

Molti storici sostengono che i turchi abbiano accettato l’Islam così prontamente perché non contraddiceva le loro credenze esistenti, ma le completava. Le somiglianze erano sorprendenti.

Animismo e totemismo: l’eredità della natura

Oltre al tengrismo, esistevano strati più antichi di fede che sopravvissero nelle credenze popolari anche dopo l’islamizzazione:

  • Culto degli antenati: Gli spiriti degli antenati proteggevano la famiglia. Questo somiglia alla successiva pratica islamica di visitare le tombe dei santi (Türbe).
  • Totemismo: Il lupo (Bozkurt) era considerato un animale sacro e il mitico antenato dei turchi. Anche l’aquila giocava un ruolo centrale. Questi simboli rimasero come insegne militari, anche sotto le bandiere musulmane.

Conclusione: una nuova identità

La conversione dei turchi all’Islam non è stata una rottura con il passato, ma un’evoluzione. Abbracciando l’Islam, non solo si assicurarono un posto nel mondo civilizzato del Medioevo, ma ne divennero i leader. Dai Selgiuchidi agli Ottomani, questa sintesi tra spirito guerriero turco e civiltà islamica è stata la forza motrice della storia. Quando oggi vivete il Ramadan in Turchia, state osservando il risultato vivo di questo processo millenario.

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