Nazım Hikmet, poesie: le 10 essenziali, cosa si...
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Nazım Hikmet, poesie: le 10 essenziali, cosa significano e dove leggerle

Dieci poesie essenziali di Nazım Hikmet, da Seni Düşünmek a Il noce: da leggere in turco con la nostra traduzione, dove le scrisse e le migliori edizioni in inglese.

22 min di lettura Aggiornato: 10.10.2026
Illustrazione: un vecchio noce ombreggia una panchina con un quaderno aperto e una penna, sopra il Bosforo, con un traghetto e le cupole di Istanbul in lontananza
Illustrazione: un noce in un parco di Istanbul, l’immagine al centro di una delle sue poesie più note.

Nazım Hikmet (1902–1963) scrisse alcune delle poesie d’amore più note della poesia turca moderna in una cella, e una delle sue poesie più amate sulla patria durante l’esilio. Ecco dieci poesie da cui partire: otto per intero con la nostra traduzione, dove le scrisse e i libri in inglese che vale la pena acquistare.

In breve

Prima dieci poesie, poi l’epopea.

  • Da dove iniziare: Seni Düşünmek, Yaşamaya Dair (Sul vivere) e Ceviz Ağacı (Il noce).
  • In inglese: Poems of Nazim Hikmet, tradotto da Randy Blasing e Mutlu Konuk (Persea Books).
  • La sua vita in una riga: nato a Salonicco nel 1902, in carcere dal 1938 al 1950, in esilio dal 1951, morto a Mosca nel 1963.
  • Attenzione: molte «citazioni di Nazım Hikmet» che circolano online sono riscritture. Controlla un libro stampato.
  • Da leggere per intero: otto delle poesie sono complete più in basso, in turco con la nostra traduzione verso per verso.

Le poesie, per intero

Apri una poesia per leggerla tutta. Ogni strofa mostra prima il turco come lui lo dispose sulla pagina, poi la nostra traduzione, verso per verso. Siamo rimasti vicini al turco invece di cercare la rima, così puoi seguire l’uno con l’altra.

1930Kerem Gibi Come Kerem

Hava kurşun gibi ağır!!Bağırbağırbağırbağırıyorum.Koşunkurşunerit--meğeçağırıyorum…L’aria è pesante come il piombo!!Gridogridogridosto gridando.Correte,venite a fondereilpiombo,vi sto chiamando…

O diyor ki bana:– Sen kendi sesinle kül olursun ey!Keremgibiyanayana…“Deeeertçok,hemdertyok”Yürek--lerinkulak--larısağır…Hava kurşun gibi ağır…Lui mi dice:– Diventerai cenere con la tua stessa voce, ehi!comeKerem,bruciandoe bruciando…«Peeenetante,confidentinessuno»Le orecchiedeicuo--risono sorde…L’aria è pesante come il piombo…

Ben diyorum ki ona:– Kül olayımKeremgibiyanayana.Ben yanmasamsen yanmasanbiz yanmasak,nasılçıkarkaran--lıklaraydın--lığa…Io gli dico:– Che io diventi cenerecomeKerem,bruciandoe bruciando.Se io non brucio,se tu non bruci,se noi non bruciamo,comeuscirannole tene--breallaluce…

Hava toprak gibi gebe.Hava kurşun gibi ağır.Bağırbağırbağırbağırıyorum.Koşunkurşunerit--meğeçağırıyorum…L’aria è gravida come la terra.L’aria è pesante come il piombo.Gridogridogridosto gridando.Correte,venite a fondereilpiombo,vi sto chiamando…

1932Mavi Gözlü Dev, Minnacık Kadın ve Hanımelleri Il gigante dagli occhi azzurri, la donna minuscola e il caprifoglio

O mavi gözlü bir devdi.Minnacık bir kadın sevdi.Kadının hayali minnacık bir evdi,bahçesinde ebrulihanımeliaçan bir ev.Era un gigante dagli occhi azzurri.Amò una donna minuscola.Il sogno della donna era una casa minuscola,una casa nel cui giardinofiorisce il caprifoglioscreziato.

Bir dev gibi seviyordu dev.Ve elleri öyle büyük işler içinhazırlanmıştı ki devin,yapamazdı yapısını,çalamazdı kapısınıbahçesinde ebrulihanımeliaçan evin.Il gigante amava come un gigante.E le sue mani erano fatteper opere così grandiche non poteva costruire la costruzione,non poteva bussare alla portadella casa nel cui giardinofiorisce il caprifoglioscreziato.

O mavi gözlü bir devdi.Minnacık bir kadın sevdi.Mini minnacıktı kadın.Rahata acıktı kadınyoruldu devin büyük yolunda.Ve elveda! deyip mavi gözlü deve,girdi zengin bir cücenin kolundabahçesinde ebrulihanımeliaçan eve.Era un gigante dagli occhi azzurri.Amò una donna minuscola.La donna era piccina, minuscola.La donna aveva fame di comodità,si stancò sulla grande strada del gigante.E detto «Addio!» al gigante dagli occhi azzurri,entrò, al braccio di un nano ricco,nella casa nel cui giardinofiorisce il caprifoglioscreziato.

Şimdi anlıyor ki mavi gözlü dev,dev gibi sevgilere mezar bile olamaz:bahçesinde ebrulihanımeliaçan ev…Ora il gigante dagli occhi azzurri capisceche per amori grandi come un gigante non può essere nemmeno una tomba:la casa nel cui giardinofiorisce il caprifoglioscreziato…

carcere di Bursa, 1945Seni Düşünmek Pensarti

Seni düşünmek güzel şey,ümitli şey,dünyanın en güzel sesindenen güzel şarkıyı dinlemek gibi birşey…Fakat artık ümit yetmiyor bana,ben artık şarkı dinlemek değil,şarkı söylemek istiyorum…Pensarti è una cosa bella,una cosa piena di speranza,qualcosa come ascoltare, dalla voce più bella del mondo,la canzone più bella…Ma ormai la speranza non mi basta,ormai non voglio ascoltare canzoni,voglio cantarle…

carcere di Bursa, 1947–48Yaşamaya Dair Sul vivere

1

Yaşamak şakaya gelmez,büyük bir ciddiyetle yaşayacaksınbir sincap gibi mesela,yani, yaşamanın dışında ve ötesinde hiçbir şey beklemeden,yani bütün işin gücün yaşamak olacak.Vivere non è uno scherzo,vivrai con grande serietàcome uno scoiattolo, per esempio,cioè senza aspettarti nulla al di fuori e al di là del vivere,cioè vivere sarà tutto il tuo mestiere.

Yaşamayı ciddiye alacaksın,yani o derecede, öylesine ki,mesela, kolların bağlı arkadan, sırtın duvarda,yahut kocaman gözlüklerin,beyaz gömleğinle bir laboratuvardainsanlar için ölebileceksin,hem de yüzünü bile görmediğin insanlar için,hem de hiç kimse seni buna zorlamamışken,hem de en güzel en gerçek şeyinyaşamak olduğunu bildiğin halde.Prenderai sul serio il vivere,cioè a tal punto, talmente che,per esempio, con le braccia legate dietro, la schiena al muro,oppure con i tuoi occhialoni,col camice bianco in un laboratorio,potrai morire per la gente,e per di più per gente di cui non hai mai visto il viso,e per di più senza che nessuno ti abbia costretto,e per di più sapendo che la cosa più bella, più veraè vivere.

Yani, öylesine ciddiye alacaksın ki yaşamayı,yetmişinde bile, mesela, zeytin dikeceksin,hem de öyle çocuklara falan kalır diye değil,ölmekten korktuğun halde ölüme inanmadığın için,yaşamak yanı ağır bastığından.Cioè, prenderai il vivere così sul serioche anche a settant’anni, per esempio, pianterai ulivi,e non perché restino ai figli o roba simile,ma perché, pur avendo paura di morire, non credi alla morte,perché il piatto della vita pesa di più.

2

Diyelim ki, ağır ameliyatlık hastayız,yani, beyaz masadan,bir daha kalkmamak ihtimali de var.Duymamak mümkün değilse de biraz erken gitmenin kederinibiz yine de güleceğiz anlatılan Bektaşi fıkrasına,hava yağmurlu mu, diye bakacağız pencereden,yahut da sabırsızlıkla bekleyeceğizen son ajans haberlerini.Diciamo che siamo malati e ci serve un’operazione grave,cioè che dal tavolo biancoc’è anche la possibilità di non rialzarsi più.Anche se è impossibile non sentire il dolore di andarsene un po’ presto,noi rideremo lo stesso alla barzelletta bektashi che ci raccontano,guarderemo dalla finestra se piove,oppure aspetteremo con impazienzale ultime notizie del giornale radio.

Diyelim ki, dövüşülmeye değer bir şeyler için,diyelim ki, cephedeyiz.Daha orda ilk hücumda, daha o günyüzükoyun kapaklanıp ölmek de mümkün.Tuhaf bir hınçla bileceğiz bunu,fakat yine de çıldırasıya merak edeceğizbelki yıllarca sürecek olan savaşın sonunu.Diciamo che, per qualcosa per cui vale la pena combattere,diciamo che siamo al fronte.Lì, al primo assalto, quel giorno stesso,è possibile anche cadere bocconi e morire.Lo sapremo con una strana rabbia,eppure vorremo sapere, fino a impazzire,la fine della guerra che forse durerà anni.

Diyelim ki hapisteyiz,yaşımız da elliye yakın,daha da on sekiz sene olsun açılmasına demir kapının.Yine de dışarıyla birlikte yaşayacağız,insanları, hayvanları, kavgası ve rüzgarıylayani, duvarın ardındaki dışarıyla.Diciamo che siamo in prigione,che abbiamo quasi cinquant’anni,e che manchino ancora diciotto anni all’apertura della porta di ferro.Vivremo lo stesso insieme al fuori,con la sua gente, i suoi animali, la sua lotta e il suo vento,cioè con il fuori dietro il muro.

Yani, nasıl ve nerede olursak olalımhiç ölünmeyecekmiş gibi yaşanacak…Cioè, comunque e ovunque siamo,si deve vivere come se non si dovesse mai morire…

3

Bu dünya soğuyacak,yıldızların arasında bir yıldız,hem de en ufacıklarından,mavi kadifede bir yaldız zerresi yani,yani bu koskocaman dünyamız.Questo mondo si raffredderà,una stella fra le stelle,e per di più fra le più piccole,un granello d’oro sul velluto azzurro, cioè,cioè questo nostro mondo così immenso.

Bu dünya soğuyacak günün birinde,hatta bir buz yığınıyahut ölü bir bulut gibi de değil,boş bir ceviz gibi yuvarlanacakzifiri karanlıkta uçsuz bucaksız.Questo mondo un giorno si raffredderà,e nemmeno come un mucchio di ghiaccioo una nuvola morta,rotolerà come una noce vuotanel buio pesto, senza fine.

Şimdiden çekilecek acısı bunun,duyulacak mahzunluğu şimdiden.Böylesine sevilecek bu dünya“Yaşadım” diyebilmen için…Già da ora se ne deve patire il dolore,se ne deve sentire già da ora la malinconia.Tanto si deve amare questo mondoperché tu possa dire «Ho vissuto»…

1956Kız Çocuğu Bambina

Kapıları çalan benimkapıları birer birer.Gözünüze görünememgöze görünmez ölüler.Sono io che busso alle porte,alle porte, una per una.Non posso apparire ai vostri occhi,i morti non si vedono.

Hiroşima’da ölelioluyor bir on yıl kadar.Yedi yaşında bir kızım,büyümez ölü çocuklar.Da quando sono morta a Hiroshimasono passati una decina d’anni.Sono una bambina di sette anni,i bambini morti non crescono.

Saçlarım tutuştu önce,gözlerim yandı kavruldu.Bir avuç kül oluverdim,külüm havaya savruldu.Prima mi presero fuoco i capelli,gli occhi mi bruciarono, si arsero.Diventai d’un tratto un pugno di cenere,la mia cenere si sparse nell’aria.

Benim sizden kendim içinhiçbir şey istediğim yok.Şeker bile yiyemez kikağıt gibi yanan çocuk.Per me stessa non vi chiedoproprio niente.Non può nemmeno mangiare dolcila bambina bruciata come la carta.

Çalıyorum kapınızı,teyze, amca, bir imza ver.Çocuklar öldürülmesinşeker de yiyebilsinler.Busso alla vostra porta,zia, zio, date una firma.Che non uccidano i bambinie che possano anche mangiare dolci.

Balçık, 1957Ceviz Ağacı Il noce

Başım köpük köpük bulut, içim dışım deniz,Ben bir ceviz ağacıyım Gülhane Parkı’nda,Budak budak, şerham şerham ihtiyar bir ceviz.Ne sen bunun farkındasın, ne polis farkında.La mia testa è una nuvola di schiuma, dentro e fuori sono mare,io sono un noce nel parco di Gülhane,un vecchio noce tutto nodi, tutto tagli.Né tu te ne accorgi, né la polizia se ne accorge.

Ben bir ceviz ağacıyım Gülhane Parkı’nda.Yapraklarım suda balık gibi kıvıl kıvıl.Yapraklarım ipek mendil gibi tiril tiril,Koparıver, gözlerinin, gülüm, yaşını sil.Yapraklarım ellerimdir, tam yüz bin elim var.Yüz bin elle dokunurum sana, İstanbul’a.Yapraklarım gözlerimdir, şaşarak bakarım.Yüz bin gözle seyrederim seni, İstanbul’u.Yüz bin yürek gibi çarpar, çarpar yapraklarım.Io sono un noce nel parco di Gülhane.Le mie foglie guizzano come pesci nell’acqua.Le mie foglie fremono come un fazzoletto di seta,staccane una, rosa mia, asciugati le lacrime dagli occhi.Le mie foglie sono le mie mani, ho ben centomila mani.Con centomila mani tocco te, tocco Istanbul.Le mie foglie sono i miei occhi, guardo stupito.Con centomila occhi contemplo te, contemplo Istanbul.Come centomila cuori battono, battono le mie foglie.

Ben bir ceviz ağacıyım Gülhane Parkı’nda.Ne sen bunun farkındasın, ne polis farkında.Io sono un noce nel parco di Gülhane.Né tu te ne accorgi, né la polizia se ne accorge.

Berlino Est, 1961Otobiyografi Autobiografia

1902’de doğdumdoğduğum şehre dönmedim bir dahageriye dönmeyi sevmemüç yaşımda Halep’te paşa torunluğu ettimon dokuzumda Moskova’da komünist Üniversite öğrenciliğikırk dokuzumda yine Moskova’da Tseka-Parti konukluğuve on dördümden beri şairlik ederimSono nato nel 1902non sono più tornato nella città dove sono natonon mi piace tornare indietroa tre anni ho fatto il nipote di pascià ad Aleppoa diciannove lo studente all’Università comunista di Moscaa quarantanove di nuovo a Mosca l’ospite del Comitato centrale del Partitoe dai quattordici anni faccio il poeta

kimi insan otların kimi insan balıkların çeşidini bilirben ayrılıklarınkimi insan ezbere sayar yıldızların adınıben hasretlerinc’è chi conosce le specie delle erbe, chi quelle dei pesciio quelle delle separazionic’è chi recita a memoria i nomi delle stelleio quelli delle nostalgie

hapislerde de yattım büyük otellerde deaçlık çektim açlık grevi de içinde ve tatmadığım yemek yok gibidirho dormito in prigione e anche nei grandi alberghiho patito la fame, sciopero della fame compreso, e non c’è quasi piatto che non abbia assaggiato

otuzumda asılmamı istedilerkırk sekizimde Barış madalyasının bana verilmesiniverdiler deotuz altımda yarım yılda geçtim dört metre kare betonuelli dokuzumda on sekiz saatta uçtum Pırağ’dan Havana’yaa trent’anni volevano impiccarmia quarantotto che mi si desse la medaglia della Pacee me l’hanno dataa trentasei ho attraversato in mezzo anno quattro metri quadrati di cementoa cinquantanove ho volato da Praga all’Avana in diciotto ore

Lenin’i görmedim nöbet tuttum tabutunun başında 924’de961’de ziyaret ettiğim anıtkabri kitaplarıdırLenin non l’ho visto, ho fatto la guardia accanto alla sua bara nel ’24nel ’61 il mausoleo che ho visitato sono i suoi libri

partimden koparmağa yeltendiler benisökmediyıkılan putların altında da ezilmedimhanno tentato di strapparmi al mio partitonon ha funzionatonon sono rimasto schiacciato nemmeno sotto gli idoli che crollavano

951’de bir denizde genç bir arkadaşla yürüdüm üstüne ölümün52’de çatlak bir yürekle dört ay sırtüstü bekledim ölümünel ’51 in mare con un giovane amico ho camminato incontro alla mortenel ’52 con il cuore incrinato ho aspettato la morte quattro mesi supino

sevdiğim kadınları deli gibi kıskandımşu kadarcık haset etmedim Şarlo’ya bilealdattım kadınlarımıkonuşmadım arkasından dostlarımınsono stato geloso da pazzi delle donne che ho amatonon ho invidiato nessuno nemmeno tanto così, neanche Charlotho tradito le mie donnenon ho parlato alle spalle dei miei amici

içtim ama akşamcı olmadımhep alnımın teriyle çıkardım ekmek paramı ne mutlu banaho bevuto ma non sono diventato uno che beve ogni serami sono sempre guadagnato il pane col sudore della fronte, beato me

başkasının hesabına utandım yalan söyledimyalan söyledim başkasını üzmemek içinama durup dururken de yalan söyledimmi sono vergognato per conto d’altri, ho mentitoho mentito per non addolorare un altroma ho mentito anche senza motivo

bindim tirene uçağa otomobileçoğunluk binemiyoroperaya gittimçoğunluk gidemiyor adını bile duymamış operanınçoğunluğun gittiği kimi yerlere de ben gitmedim 21’den bericamiye kiliseye tapınağa havraya büyücüyeama kahve falıma baktırdığım olduho preso il treno, l’aereo, l’automobilela maggioranza non può prenderlisono andato all’operala maggioranza non può andarci, non ha mai nemmeno sentito parlare dell’operae in certi posti dove va la maggioranza io non sono andato dal ’21moschea, chiesa, tempio, sinagoga, stregonema mi è capitato di farmi leggere il fondo del caffè

yazılarım otuz kırk dilde basılırTürkiye’mde Türkçemle yasaki miei scritti si stampano in trenta, quaranta linguenella mia Turchia, nel mio turco, sono proibiti

kansere yakalanmadım dahayakalanmam da şart değilbaşbakan filân olacağım yokmeraklısı da değilim bu işinbir de harbe girmedimsığınaklara da inmedim gece yarılarıyollara da düşmedim pike yapan uçakların altındaama sevdalandım altmışıma yakınsözün kısası yoldaşlarbugün Berlin’de kederden gebermekte olsam dainsanca yaşadım diyebilirimve daha ne kadar yaşarımbaşımdan neler geçer dahakim bilir.il cancro non mi ha ancora presoe non è detto che mi prendanon diventerò primo ministro o roba similee non mi interessa nemmeno quel mestieree poi non sono andato in guerranon sono sceso nei rifugi a mezzanottenon mi sono gettato per le strade sotto gli aerei in picchiatama mi sono innamorato verso i sessantaper farla breve, compagnianche se oggi a Berlino sto crepando di doloreposso dire che ho vissuto da essere umanoe quanto vivrò ancoracos’altro mi capiteràchi lo sa.

1962Vatan Haini Traditore

“Nâzım Hikmet vatan hainliğine devam ediyor hâlâ.Amerikan emperyalizminin yarı sömürgesiyiz, dedi Hikmet.Nâzım Hikmet vatan hainliğine devam ediyor hâlâ.”Bir Ankara gazetesinde çıktı bunlar, üç sütun üstüne, kapkara haykıran puntolarla,bir Ankara gazetesinde, fotoğrafı yanında Amiral Vilyamson’un66 santimetre karede gülüyor, ağzı kulaklarında, Amerikan amiraliAmerika, bütçemize 120 milyon lira hibe etti, 120 milyon lira.“Amerikan emperyalizminin yarı sömürgesiyiz, dedi HikmetNâzım Hikmet vatan hainliğine devam ediyor hâlâ.”«Nâzım Hikmet continua ancora il suo tradimento della patria.Siamo una semicolonia dell’imperialismo americano, ha detto Hikmet.Nâzım Hikmet continua ancora il suo tradimento della patria.»Questo è uscito su un giornale di Ankara, su tre colonne, a caratteri nerissimi che urlavano,su un giornale di Ankara, accanto alla foto dell’ammiraglio Williamsonche ride su 66 centimetri quadrati, la bocca fino alle orecchie, l’ammiraglio americano.L’America ha donato al nostro bilancio 120 milioni di lire, 120 milioni di lire.«Siamo una semicolonia dell’imperialismo americano, ha detto HikmetNâzım Hikmet continua ancora il suo tradimento della patria.»

Evet, vatan hainiyim, siz vatanperverseniz, siz yurtseverseniz, ben yurthainiyim, ben vatan hainiyim.Vatan çiftliklerinizse,kasalarınızın ve çek defterlerinizin içindekilerse vatan,vatan, şose boylarında gebermekse açlıktan,vatan, soğukta it gibi titremek ve sıtmadan kıvranmaksa yazın,fabrikalarınızda al kanımızı içmekse vatan,vatan tırnaklarıysa ağalarınızın,vatan, mızraklı ilmühalse, vatan, polis copuysa,ödeneklerinizse, maaşlarınızsa vatan,vatan, Amerikan üsleri, Amerikan bombası, Amerikan donanması topuysa,vatan, kurtulmamaksa kokmuş karanlığımızdan,ben vatan hainiyim.Yazın üç sütun üstüne kapkara haykıran puntolarla :Nâzım Hikmet vatan hainliğine devam ediyor hâlâ.Sì, sono un traditore della patria; se voi siete patrioti, se voi amate il vostro paese, io sono un traditoredel paese, sono un traditore della patria.Se la patria sono le vostre tenute,se la patria è quello che c’è nelle vostre casseforti e nei vostri libretti di assegni,se la patria è crepare di fame lungo le strade,se la patria è tremare di freddo come un cane e d’estate contorcersi di malaria,se la patria è bere il nostro sangue rosso nelle vostre fabbriche,se la patria sono gli artigli dei vostri latifondisti,se la patria è il catechismo armato di lancia, se la patria è il manganello della polizia,se la patria sono le vostre indennità, i vostri stipendi,se la patria sono le basi americane, la bomba americana, il cannone della flotta americana,se la patria è non liberarci dal nostro buio fetido,io sono un traditore della patria.Scrivetelo su tre colonne a caratteri nerissimi che urlano:Nâzım Hikmet continua ancora il suo tradimento della patria.

Dove le scrisse

Nella sua vita attraversò lo stesso mare più e più volte. Segui il suo percorso sulla mappa, dalla città dove nacque a quella dove morì.

Illustrazione: una mappa illustrata del Mar Nero con la Torre Bianca di Salonicco, le cupole di Istanbul, Bursa ai piedi dell’Uludağ innevato con un carcere di pietra, le scogliere bianche di Balçık, un motoscafo che lascia il Bosforo e le cupole a bulbo di Mosca
Illustrazione: Salonicco, Istanbul, Bursa, Balçık e Mosca attorno al Mar Nero.
  1. 1902 · SaloniccoNacque il 15 gennaio 1902 a Selanik, allora città ottomana e oggi Salonicco, in Grecia. Non vi tornò mai più.
  2. 1915–1921 · Istanbul e AnatoliaFrequentò la scuola navale a Heybeliada, una delle Isole dei Principi, finché i problemi di salute posero fine alla sua carriera in marina. Nel 1921 passò in Anatolia per partecipare alla Lotta nazionale e insegnò a Bolu.
  3. 1922–1924 · MoscaStudiò all’Università comunista dei lavoratori d’Oriente e scoprì il nuovo verso libero della Russia rivoluzionaria. Tornò scrivendo come nessuno prima di lui aveva scritto in turco.
  4. 1928–1938 · IstanbulRientrò clandestinamente in Turchia con un passaporto falso nel 1928 e fu arrestato alla frontiera. I suoi libri continuarono a uscire, a partire da 835 Satır nel 1929. E continuarono anche i processi.
  5. 1938–1950 · Istanbul, Çankırı, BursaNel 1938 i tribunali militari gli inflissero lunghe condanne. Passò da Istanbul a Çankırı e poi al carcere di Bursa, dove scrisse le sue più belle poesie d’amore e la sua epopea.
  6. 1951 · Mar NeroUn anno dopo la scarcerazione lasciò Istanbul in motoscafo il 17 giugno 1951 e raggiunse Mosca passando per la Romania.
  7. 1957 · Balçık, BulgariaSulla costa bulgara del Mar Nero, rivolto verso la patria, firmò Il noce con la data del 1° luglio 1957.
  8. 1963 · MoscaMorì d’infarto a Mosca il 3 giugno 1963, a 61 anni, e riposa nel cimitero di Novodevičij.

Dodici anni in carcere: l’amore da una cella

Nel 1938 due tribunali militari lo condannarono prima a 15 e poi ad altri 20 anni per aver incitato gli allievi militari alla rivolta; il totale fu poi ridotto a 28 anni e 4 mesi. Fu trasferito da Istanbul a Çankırı nel 1940 e al carcere di Bursa nel dicembre dello stesso anno. A Bursa scrisse la maggior parte delle poesie che oggi vengono citate.

Illustrazione: una cella di pietra di notte, la luce della luna attraverso una finestra con le sbarre, una lampada a olio su un tavolo di legno con un quaderno aperto, una tazza di latta e un fascio di lettere
Illustrazione: una lampada, un quaderno e un fascio di lettere.

Scriveva a sua moglie Piraye e per lei, che aveva sposato nel 1935. Seni Düşünmek è datata 30 settembre 1945. Seguì Yaşamaya Dair nel 1947–48: la vita è una cosa seria, dice, anche se sei in carcere e hai quasi cinquant’anni. Nel maggio 1949 arrivò la poesia di consigli per chi deve affrontare una lunga pena.

Il carcere gli diede tempo, e lui lo usò per scrivere poesie su come non sprecarlo.

Dal 1949 scrittori e artisti all’estero si mobilitarono per la sua liberazione. L’8 aprile 1950 iniziò uno sciopero della fame. Uscì il 15 luglio 1950 grazie a un’amnistia generale, dopo più di dodici anni. Nel novembre dello stesso anno il Consiglio mondiale della pace gli assegnò il suo premio per la pace; Pablo Neruda lo ritirò per lui.

Il noce e altri miti

Ceviz Ağacı si apre con la sua testa come una nuvola spumeggiante e il mare dentro e fuori, e si trasforma in un noce nel parco di Gülhane, vicino al palazzo di Topkapı, che nessuno nota. È la sua poesia sulla patria più amata, e quella attorno a cui sono nate più storie. Tocca una scheda per verificarle.

Mito 1

«Scrisse Il noce mentre si nascondeva dalla polizia nel parco di Gülhane.»

I fatti

No. La poesia è datata 1 luglio 1957, Balçık, Bulgaria, sei anni dopo l’inizio del suo esilio. Gülhane è il luogo in cui si immagina, non quello in cui si trovava. teyit.org ha ricostruito la storia del nascondiglio senza trovare nulla che la sostenesse.

Mito 2

«Nacque a Istanbul.»

I fatti

Nacque a Selanik, oggi Salonicco, in Grecia, il 15 gennaio 1902. Nella sua Autobiografia dice di non essere mai tornato nella città dove era nato.

Mito 3

«È sepolto in Turchia.»

I fatti

La sua tomba si trova nel cimitero di Novodevičij a Mosca, dove morì nel 1963. La tomba è ancora lì.

Il vero parco di Gülhane merita comunque una passeggiata: scende dal palazzo di Topkapı verso l’acqua e i suoi vecchi alberi ombreggiano i sentieri.

1951: la barca e il passaporto

Di nuovo libero, partì il 17 giugno 1951. Un piccolo motoscafo lo portò fuori dal Bosforo, nel Mar Nero; da lì raggiunse Mosca passando per la Romania. Lasciò suo figlio Mehmet, nato nel marzo dello stesso anno, e la madre del bambino, Münevver.

Illustrazione: un piccolo motoscafo di notte esce dal Bosforo verso il Mar Nero buio, due figure viste di spalle, un faro e le luci di Istanbul dietro di loro
Illustrazione: una traversata notturna fuori dal Bosforo.

Trascorse gli ultimi dodici anni della sua vita a Mosca, viaggiando molto, e continuò a scrivere della Turchia: Ceviz Ağacı in Bulgaria, Otobiyografi a Berlino Est e Vatan Haini in risposta a un giornale che lo aveva chiamato traditore.

Cittadinanza

1951 → 2009

Il Consiglio dei ministri gli revocò la cittadinanza turca il 25 luglio 1951. Una decisione del governo del 5 gennaio 2009, pubblicata nella gazzetta dello Stato turco il 10 gennaio, gliela restituì, 46 anni dopo la morte.

Le opere lunghe, per dopo

Quando le poesie brevi ti avranno conquistato, passa a queste opere più ampie. Due furono scritte in carcere, compresa la sua opera più lunga.

Epopea in versi

Memleketimden İnsan Manzaraları

Paesaggi umani dal mio paese: un viaggio in treno attraverso la Turchia negli anni della guerra, raccontato attraverso centinaia di persone comuni. Scritta in carcere.

Persea, in inglese, trad. Blasing e Konuk

Epopea

Kuvâyi Milliye

Le forze nazionali: la guerra d’indipendenza raccontata dal basso, da abitanti dei villaggi, carrettieri e soldati anziché dai generali. Anche questa fu scritta in carcere.

Nacque dalla stessa epopea in carcere

Poema lungo

Şeyh Bedreddin Destanı

L’epopea dello sceicco Bedreddin (1936): un ribelle del XV secolo, i suoi seguaci e la loro sconfitta. Il suo ultimo libro pubblicato in Turchia mentre era in vita.

Prima pubblicazione: 1936

Leggilo in inglese

Randy Blasing e Mutlu Konuk hanno tradotto entrambe le edizioni Persea in inglese. Inizia dalla selezione di poesie, poi passa all’epopea qui sopra, tradotta dalla stessa coppia (con prefazione di Edward Hirsch); aggiungi una biografia quando vuoi conoscere la storia dietro le opere.

Inizia qui

Poems of Nazim Hikmet

Tradotto in inglese da Randy Blasing e Mutlu Konuk, con una prefazione di Carolyn Forché. La seconda edizione, rivista e ampliata, è la migliore selezione in inglese in un unico volume.

Persea Books

La sua vita

Nâzım Hikmet: The Life and Times of Turkey’s World Poet

Una biografia in inglese di Mutlu Konuk Blasing, una delle sue traduttrici (2013).

Persea Books

La vita in dettaglio

Romantic Communist

Romantic Communist: The Life and Work of Nazım Hikmet, in inglese, di Saime Göksu e Edward Timms (1999). L’espressione è il titolo del libro, non un vecchio soprannome.

Hurst, Londra

Per la poesia turca più antica spiegata con parole semplici, consulta la nostra guida alle poesie di Yunus Emre.

Le domande dei lettori

Qual è la poesia più famosa di Nazım Hikmet?

Non c’è una sola risposta. In Turchia, Ceviz Ağacı (Il noce), Seni Düşünmek e Yaşamaya Dair (Sul vivere) sono tra le più citate.

Perché era in carcere?

Nel 1938 i tribunali militari lo condannarono per aver incitato alla rivolta gli allievi dell’esercito e della marina. La prova principale era che gli allievi leggevano le sue poesie. Scontò più di dodici anni, dal 1938 al 1950, e fu liberato grazie a un’amnistia dopo uno sciopero della fame e una campagna di scrittori all’estero.

Era ancora cittadino turco quando morì?

No. Il governo gli revocò la cittadinanza il 25 luglio 1951, poche settimane dopo la partenza. Una decisione del governo del 5 gennaio 2009, pubblicata nella gazzetta dello Stato turco il 10 gennaio 2009, gliela restituì, 46 anni dopo la morte.

Dove è sepolto?

Nel cimitero di Novodevičij a Mosca. Morì in quella città il 3 giugno 1963, a 61 anni.

Chi era Piraye?

Sua moglie dal 1935 e la donna a cui si rivolgono molte delle poesie d’amore scritte in carcere, tra cui Seni Düşünmek. Le altre sue compagne furono Nüzhet, Lena Yurchenko, Münevver, madre di suo figlio Mehmet (nato nel 1951), e Vera Tulyakova negli ultimi anni.

Posso leggere le poesie complete in turco?

Sì. Otto delle dieci sono riportate per intero in questa pagina, ciascuna con la nostra traduzione verso per verso. Molte versioni online contengono errori, quindi verifica le altre su una raccolta stampata.

Fonti

Le date delle poesie seguono quelle riportate sotto i testi nella raccolta delle sue opere. Dove le fonti non concordano sulla data di una poesia, l’abbiamo esclusa. Le traduzioni italiane delle poesie sono nostre, fatte verso per verso dal turco. Abbiamo eliminato le affermazioni che non siamo riusciti a confermare, compresa la storia del nascondiglio a Gülhane e diverse citazioni che circolano online a suo nome.

  1. Nâzım Hikmet: biografia — Fondazione Nâzım Hikmet per la cultura e l’arte, consultata il 9–10 ottobre 2026
  2. Nâzım Hikmet — Wikipedia in turco, con le date citate relative ai tribunali, al carcere e alla gazzetta, consultata il 9–10 ottobre 2026
  3. Nâzım Hikmet şiirleri listesi (elenco delle poesie con date) — Wikipedia in turco, consultata il 9–10 ottobre 2026
  4. Nazım Hikmet ve Ceviz Ağacı şiiri iddiası — verifica dei fatti di teyit.org, consultata il 9–10 ottobre 2026
  5. Poems of Nazim Hikmet, trad. Randy Blasing e Mutlu Konuk — Persea Books, consultato il 9–10 ottobre 2026
  6. Human Landscapes from My Country — Persea Books, consultato il 9–10 ottobre 2026
  7. Mutlu Konuk Blasing — Academy of American Poets, consultato il 9–10 ottobre 2026
  8. Romantic Communist: The Life and Work of Nazım Hikmet — Hurst Publishers, consultato il 9–10 ottobre 2026
  9. Nazim Hikmet — Academy of American Poets, consultato il 9–10 ottobre 2026

Illustrazioni disegnate per questa guida. Non raffigurano Nazım Hikmet né alcuna persona reale.

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