Osman I, fondatore ottomano: cosa dicono le fonti
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Osman I, fondatore ottomano: cosa dicono le fonti

Chi era Osman I secondo le fonti che lo citano: uno storico bizantino, due atti e quando furono scritte le storie più famose.

21 min di lettura Aggiornato: 20.10.2026
Illustrazione ad acquerello della tomba di Osman Gazi a Bursa: un edificio ottagonale imbiancato a calce, con tetto a cupola grigio, finestre ad arco con grate in ferro lavorato e un piccolo portico su due esili colonne, fra rose e un castagno, con la città e una montagna sullo sfondo
La tomba di Osman Gazi a Bursa come si presenta oggi, nell’edificio del 1863. Un’illustrazione, non una fotografia.

Osman I è ricordato come l’uomo da cui prende il nome la dinastia ottomana. Ciò che le fonti dicono di lui dipende da quando furono scritte. Uno storico bizantino e due atti risalgono alla sua epoca, due autori aggiungono qualche notizia negli anni Trenta del Trecento e le cronache che narrano le sue storie più note furono scritte da 80 a 175 anni dopo la sua morte.

In breve

Citato nel 1302, 1323 e 1324,
e raccontato di nuovo dal Quattrocento.

  • Chi era: un capo di frontiera (un alp, un gazi) nella regione di Söğüt e Bilecik, nell’Anatolia nordoccidentale, indicato come figlio di Ertuğrul nell’atto del 1323.
  • Alla sua epoca: lo storico bizantino Pachymeres lo cita alla battaglia di Bafeo del 27 luglio 1302. Due atti lo mostrano vivo ai primi di settembre del 1323 e già morto nel marzo del 1324.
  • Raccontati più tardi: la storia di Ertuğrul, la discendenza dai Kayı, il sogno e la cupola d’argento compaiono per la prima volta in cronache scritte tra l’inizio del Quattrocento e il 1500 circa.
  • La data del 1299: è quella tradizionale dell’inizio dello Stato. La prima data in cui una fonte contemporanea mostra Osman in azione è quella di Bafeo, il 27 luglio 1302.
  • Titoli: İbn Battûta, negli anni Trenta del Trecento, scrive «Sultan Osmancık». Un’iscrizione del 1337 chiama suo figlio Orhan «sultano dei gazi».

L’albero del sogno

Quando fu messa per iscritto ogni storia?

Nella cronaca Osman sogna un albero che cresce dal suo ombelico e fa ombra al mondo. Qui l’albero rappresenta le fonti. I documenti della sua epoca sono le radici, due autori degli anni Trenta del Trecento circondano il tronco e le storie narrate più tardi pendono dalla chioma: più in alto, più tardi furono scritte. Tocca una foglia per vedere chi le scrisse per primo e cosa ne dice un documento o uno storico.

  • Scritto all’epoca
  • Narrato in una cronaca posteriore
  • Un documento dice altro
  1. Scritto quando era in vita

    Bafeo, nel racconto di uno storico bizantino

    Osman guida le sue forze contro un esercito bizantino presso Nicomedia e vince.

    Fonte Georgios Pachymeres, nato a Nicea nel 1242, la cui storia copre il periodo dal 1260 al 1307. È il primo storico a citare Osman (come Atmanes), a Bafeo il 27 luglio 1302.

    Cosa mostra Pachymeres definisce Osman il più audace capo delle incursioni fra i turcomanni di quella frontiera, un combattente di confine legato ai Çobanoğulları di Kastamonu. Secondo il resoconto che ne dà TDV, le forze bizantine guidate da Léon Mouzalôn contavano circa 2.000 uomini e quelle turche circa 5.000; dopo la vittoria la fama di Osman si diffuse fino alla Paflagonia e i guerrieri si radunarono sotto il suo stendardo. İnalcık, in TDV, sostiene che il 27 luglio 1302 possa essere accettato come data d’inizio della dinastia.

    TDV Pachymeres · Osman I

  2. Scritto quando era in vita

    Due atti intorno al suo ultimo anno di vita

    Due atti di fondazione pia, a circa sei mesi di distanza.

    Fonte L’atto di Asporça Hatun (inizio Ramazan 723, primi di settembre 1323), che TDV definisce il documento più importante dell’epoca di Osman, e l’atto di Mekece (metà Rebîülevvel 724, dall’8 al 18 marzo 1324), uno dei più antichi documenti superstiti della storia ottomana.

    Cosa mostrano Nel primo Osman è vivo; il riassunto di TDV definisce Orhan figlio di Osman Gazi, figlio di Ertuğrul. Nel secondo Osman è morto e Orhan ha assunto la signoria, perciò TDV conclude che Osman morì tra le due date. Nessuna fonte ne indica la nascita: il calcolo di una cronaca (morto a 69 anni, dopo 27 anni di governo) porta al 1257.

    TDV Orhan · Osman I · Mal Hatun

  3. Scritto entro dieci anni

    Due voci dagli anni Trenta del Trecento

    Due autori degli anni Trenta del Trecento menzionano Osman o signori come lui.

    Fonte Il Garibnâme di Âşık Paşa, del 1330, che descrive i capitani di frontiera (subaşı, alp gazi) ai quali apparteneva Osman, e İbn Battûta, nato nel 1304, che attraversò Bursa e İznik e scrive il nome come Osmancık.

    Cosa mostrano TDV dice che İbn Battûta descrive la posizione di prestigio degli ottomani fra i principati vicini e chiama Orhan figlio di «Sultan Osmancık». Né lui né Pachymeres, Kantakuzenos, Gregoras o al-ʿUmarî citano Ertuğrul.

    TDV Osman I · İbn Battûta · Ertuğrul Gazi

  4. Narrato in una cronaca posteriore

    Ertuğrul e il sultano selgiuchide

    Ertuğrul arriva alla frontiera di Söğüt, aiuta il sultano selgiuchide Alâeddin in battaglia e riceve delle terre.

    Prima fonte scritta Le prime cronache ottomane, dell’inizio del Quattrocento, circa 80 anni dopo la morte di Osman. Indicano il nome di suo padre come Gündüz Alp (Ahmedî, Enverî, Karamânî Mehmed Paşa) o Süleyman Şah (Oruç, Âşıkpaşazâde, Neşrî).

    Cosa dicono i documenti e gli storici L’atto del 1323 indica già Osman come figlio di Ertuğrul e un registro fondiario posteriore elenca una fattoria a Söğüt destinata a una fondazione pia «per l’anima di Ertuğrul», la più antica attestazione che lo riguarda secondo la lettura di İnalcık. İnalcık interpreta il racconto dell’aiuto al sultano come un tenue ricordo delle guerre fra selgiuchidi e niceni dal 1225 al 1231.

    TDV Ertuğrul Gazi · Osman I

  5. Narrato in una cronaca posteriore

    La discendenza dalla tribù Kayı

    La stirpe di Osman risale, attraverso la tribù Kayı, a Gün Han, figlio di Oğuz Khan.

    Prima fonte scritta completa Yazıcıoğlu Ali, nel suo Târîh-i Âl-i Selçûk, 1436–37, circa 112 anni dopo la morte di Osman. TDV la collega alle pressioni esercitate sulla corte ottomana da Şâhruh, figlio di Timur, alle quali Yazıcıoğlu intendeva rispondere.

    Cosa dicono gli storici Wittek sosteneva che la discendenza fosse una rivendicazione dinastica posteriore, formulata all’epoca di Murad II; Köprülü considerava i Kayı il primo nucleo etnico dello Stato. La voce Kayı di TDV dice che le fonti concordano sull’origine Oğuz (turcomanna) della tribù di Osman, che il legame con i Kayı è probabilmente un’idea di Yazıcıoğlu ma potrebbe essere corretto e che Murad II fu il primo sovrano ottomano a imprimere il marchio Kayı sulle sue monete.

    TDV Osman I · Kayı · Wittek

  6. Narrato in una cronaca posteriore

    I signori di frontiera gli chiedono di essere han

    I signori di confine si radunano alla porta di Osman, discutono a lungo e gli chiedono di essere il loro han. Lui accetta.

    Prima fonte scritta Yazıcıoğlu Ali, 1436–37: «siz han olun», «sii tu il khan», dicono i signori.

    Cosa dicono gli storici İnalcık colloca nel 1335, dopo la morte dell’ultimo ilkhan, le dichiarazioni di sultanato dei bey anatolici, con il sermone del venerdì e le monete a loro nome. La voce di TDV su Osman affianca questa scena all’affermazione posteriore secondo cui Osman fece leggere il sermone a proprio nome.

    TDV Osman I

  7. Narrato in una cronaca posteriore

    Il sogno nella dimora di Edebâli

    Osman dorme nella dimora dello sceicco Edebâli a Bilecik. Una luna sorge dal petto dello sceicco ed entra nel suo. Un albero cresce dal suo ombelico; la sua ombra copre il mondo, sotto di esso si innalzano montagne e da ognuna scorrono fiumi. Edebâli dice: «Dio ha dato a te e alla tua stirpe la sovranità. Che sia benedetta».

    Prima fonte scritta Âşıkpaşazâde, che terminò la sua storia nel 1484, circa 160 anni dopo la morte di Osman. Indica come sue fonti Yahşi Fakih, figlio dell’imam İshak Fakih, e Mahmud Paşa, figlio di Edebâli.

    Cosa dicono gli storici İnalcık sostiene che la perduta biografia dei primi bey scritta da Yahşi Fakih sia la fonte principale di Âşıkpaşazâde e che i luoghi e gli itinerari che cita trovino riscontro. Interpreta racconti di benedizione come questo, narrati a proposito di molti signori turcomanni, come un modo per mostrare che l’autorità di un sovrano aveva ricevuto una conferma divina.

    TDV Edebâli · Osman I · Âşıkpaşazâde

  8. Narrato più tardi; un documento dice altro

    Mal Hatun, figlia di Edebâli

    Osman sposa Malhun Hatun, figlia dello sceicco Edebâli. Lei è la madre di Orhan.

    Prima fonte scritta Âşıkpaşazâde, 1484, circa 160 anni dopo la morte di Osman.

    Cosa dice un documento L’atto di Mekece del marzo 1324 la chiama Mal Hatun, figlia di Ömer Bey. La voce di TDV dice che è certo che non fosse figlia di Edebâli ed è probabile, ma non certo, che fosse la madre di Orhan. Oruç dà alla figlia dello sceicco il nome Râbia; Neşrî racconta di un incontro giovanile nel villaggio di İtburnu senza nominare il padre.

    TDV Mal Hatun · Edebâli

  9. Narrato più tardi; un documento dice altro

    Edebâli e Mal Hatun muoiono e Osman li seppellisce

    Edebâli e Mal Hatun muoiono a uno o due mesi di distanza. Osman, che muore tre mesi dopo, li seppellisce entrambi con le proprie mani a Bilecik.

    Prima fonte scritta Âşıkpaşazâde, 1484, circa 160 anni dopo la morte di Osman.

    Cosa dice un documento Mal Hatun è testimone nell’atto di Mekece del marzo 1324, dopo la morte di Osman, quindi gli sopravvisse. TDV colloca la morte di Edebâli nel 1326 (una fonte indica il 1327).

    TDV Mal Hatun · Edebâli

  10. Narrato in una cronaca posteriore

    La cupola d’argento a Bursa

    Durante il lungo assedio di Bursa, Osman guarda la città dalle sue mura, vede la cappella di un monastero brillare come argento e chiede di essere sepolto sotto quella cupola.

    Prima fonte scritta Âşıkpaşazâde, 1484, la cronaca citata in proposito dalla voce di TDV sulla tomba.

    Cosa riporta TDV Bursa si arrese il 6 aprile 1326, quindi la sepoltura avvenne in seguito; si racconta che Orhan abbia sepolto il padre nella cappella rotonda. İbn Battûta, negli anni Trenta del Trecento, cita già la tomba di Osman all’interno di una moschea che era stata una chiesa. L’edificio bruciò nel 1801 e fu danneggiato nel 1855; la tomba attuale risale al 1863.

    TDV Osman Gazi Türbesi · Orhan

  11. Narrato in una cronaca posteriore

    Il sermone letto a suo nome

    Osman si dichiara signore indipendente: il sermone del venerdì (khutba) viene letto a suo nome.

    Prima fonte scritta Âşıkpaşazâde (capitolo 14), a Karacahisar. Neşrî, che scrisse tra il 1485 circa e il 1493, colloca l’episodio dopo la morte del sultano selgiuchide Alâeddin.

    Cosa dicono gli storici İnalcık scrive che gli argomenti di Âşıkpaşazâde a favore dell’indipendenza furono aggiunti molto più tardi da persone convinte che la dinastia fosse iniziata con Osman. I mongoli portarono il sultano selgiuchide Alâeddin III a Tabriz nel 1302, l’ultimo sovrano selgiuchide resistette fino al 1308 e i bey anatolici assunsero il diritto al sermone e alla moneta solo nel 1335.

    TDV Osman I · Neşrî

  12. Narrato in una cronaca posteriore

    Il sogno di Ertuğrul e Râbia

    Il sogno è di Ertuğrul, non di Osman, e la figlia dello sceicco che sposa Osman si chiama Râbia.

    Prima fonte scritta Oruç b. Âdil, nel suo Tevârîh-i Âl-i Osmân, in un testo del 1495 circa e in uno più lungo del 1500–03, circa 175 anni dopo la morte di Osman.

    Cosa dicono gli storici La voce Mal Hatun di TDV osserva che Oruç mantenne questa versione pur conoscendo il libro di Âşıkpaşazâde. İnalcık consiglia di leggere con attenzione le sezioni iniziali delle cronache, separando le affermazioni vaghe dalle informazioni storiche che contengono.

    TDV Edebâli · Mal Hatun · Oruç b. Âdil

Gli anni si contano dal 1324, quando gli atti mostrano che Osman era morto.

Quando era in vita, ciò che fu scritto allora

All’epoca di Osman risalgono due tipi di testimonianze: una storia bizantina e due atti di fondazione pia. La storia viene per prima. Georgios Pachymeres, nato a Nicea nel 1242, scrisse una storia del periodo dal 1260 al 1307 ed è il primo storico a citare Osman, come Atmanes, alla battaglia di Bafeo presso Nicomedia il 27 luglio 1302 (TDV, Pachymeres). Secondo il resoconto riportato da TDV, le forze di Osman, circa 5.000 uomini, affrontarono e sconfissero un esercito bizantino di circa 2.000 uomini guidato da Léon Mouzalôn; in seguito guerrieri provenienti fin dalla Paflagonia si radunarono sotto il suo stendardo.

Pachymeres non descrive un sultano. Descrive un capo di frontiera, il più audace fra i diversi capi delle incursioni di quella regione, che aveva iniziato come combattente di confine al servizio dei Çobanoğulları, i signori selgiuchidi di frontiera di Kastamonu. TDV aggiunge che Pachymeres non conosceva la precedente base di Osman a Karacahisar.

FonteDataCosa dice di Osman
Georgios Pachymeres, storia del 1260–1307circa 1307Lo cita (come Atmanes) a Bafeo il 27 luglio 1302 e lo definisce il più audace capo delle incursioni su quella frontiera.
Atto di Asporça Hatunprimi di settembre 1323La moglie di Orhan destina a una fondazione pia alcuni villaggi che Osman le aveva dato. Osman è vivo ed è indicato come figlio di Ertuğrul.
Atto di Mekecemarzo 1324Elenca come testimoni i figli e la figlia di Osman e tre donne. Osman è morto e Orhan detiene la signoria.
Âşık Paşa, Garibnâme1330Descrive i capitani di frontiera (subaşı, alp gazi) del tipo a cui apparteneva Osman.
İbn Battûta, racconto di viaggioanni Trenta del TrecentoScrive il nome come Osmancık, indica Orhan come suo figlio e cita la sua tomba a Bursa.
Fonti scritte quando Osman era in vita o entro circa dieci anni dalla sua morte, come le descrive TDV.

Due atti, e le persone accanto alla pagina

I documenti sono due atti di fondazione pia. Nell’atto di Asporça Hatun dell’inizio di Ramazan 723 (primi di settembre 1323), Asporça Hatun, moglie di Orhan, destina alla fondazione due villaggi che Osman le aveva dato e nomina Alâeddin Paşa suo rappresentante. TDV lo definisce il documento più importante dell’epoca di Osman. L’atto di Mekece, della metà di Rebîülevvel 724 (dall’8 al 18 marzo 1324), è uno dei più antichi documenti superstiti della storia ottomana; l’elenco dei testimoni è riportato qui sotto.

L’atto di Mekece

Chi era accanto alla pagina

A metà Rebîülevvel 724, cioè dall’8 al 18 marzo 1324, alcuni testimoni presenziarono alla costituzione di una fondazione pia a Mekece. TDV ne riporta i nomi in quest’ordine. Tocca una riga per vedere cosa dice l’atto e cosa aggiungono le cronache e TDV.

Atto di Mekece · metà Rebîülevvel 7248–18 marzo 1324

Testimoni, nell’ordine dato da TDV

  1. Çoban, Melik, Hâmid, Pazarlıfigli di Osman
  2. Fatmafiglia di Osman
  3. Mal Hatun bint Ömer Beyfiglia di Ömer Bey
  4. Melek bint Melik · Efendire bint Akbaşlıfiglie di Melik e di Akbaşlı
  1. Çoban, Melik, Hâmid e Pazarlı

    L’atto Sono citati quattro figli di Osman, oltre a Orhan. Aprono l’elenco dei testimoni.

    Il contesto Le cronache aggiungono un altro figlio, Alâeddin Ali; la tomba di Bursa ospita un sarcofago noto come il suo. TDV suggerisce che il nome Çoban possa rimandare all’emiro ilkhanide che portava quel nome.

    TDV Mal Hatun · Osman I · Osman Gazi Türbesi

  2. Fatma

    L’atto Fatma, figlia di Osman, è citata subito dopo i figli maschi.

    Il contesto TDV osserva che i figli e la figlia sono elencati per primi e che subito dopo seguono tre donne.

    TDV Mal Hatun

  3. Mal Hatun, figlia di Ömer Bey

    L’atto È citata per prima fra le tre donne e l’atto indica Ömer Bey come suo padre. È viva nel marzo del 1324, dopo la morte di Osman. TDV interpreta la sua posizione come quella di una moglie che aveva dato figli a Osman ed era ancora in vita.

    Il contesto Âşıkpaşazâde, nel 1484, la chiama Malhun Hatun, figlia di Edebâli, e la fa morire prima di Osman. Oruç chiama la figlia dello sceicco Râbia; Neşrî non nomina il padre. TDV dice che è certo che non fosse figlia di Edebâli ed è probabile, ma non certo, che fosse la madre di Orhan. Le ipotesi sull’identità di Ömer Bey restano irrisolte.

    TDV Mal Hatun · Edebâli

  4. Melek ed Efendire

    L’atto Altre due donne figurano come testimoni: Melek, figlia di Melik, ed Efendire, figlia di Akbaşlı.

    Il contesto TDV dice che queste due donne e Mal Hatun sono considerate possibili mogli di Osman o di Orhan; l’atto non lo specifica.

    TDV Mal Hatun

Le due date sono i punti di riferimento più saldi per la fine della vita di Osman. È vivo nel settembre del 1323; nel marzo del 1324 Orhan detiene la signoria e TDV conclude che Osman morì nell’intervallo. Nessuno dei due atti ne indica l’età. L’affermazione di una cronaca secondo cui morì a 69 anni dopo aver governato per 27 collocherebbe la sua nascita nel 1257; TDV la riporta come calcolo della cronaca, non come data documentata.

Söğüt e la frontiera, una terra di capitani

Illustrazione ad acquerello di una valle d’altura alle prime luci dell’alba: tre tende rotonde di feltro e un recinto per le pecore su un pendio, un ruscello che serpeggia fra i pioppi e una torre di guardia in legno all’interno di una palizzata su un’altura rocciosa a destra
Illustrazione della regione d’altura intorno a Söğüt come la descrive TDV: tende di feltro, greggi che salgono ai pascoli estivi e una torre di guardia di frontiera. Raffigura un tipo di paesaggio, non un luogo preciso.

La base della famiglia era Söğüt, una cittadina di frontiera dove i territori selgiuchidi incontravano quelli bizantini, a nordovest di Eskişehir. TDV descrive come i gruppi turcomanni della zona si stabilissero nei villaggi continuando a portare le greggi ai pascoli estivi di Domaniç, mentre capitani detti alp organizzavano incursioni. Osman era un alp gazi di questo tipo, che radunava turcomanni e rifugiati (garip) per la guerra di frontiera. La voce di TDV respinge la rappresentazione di Osman come semplice pastore.

I consiglieri nominati dalle fonti sono uomini di sapere: lo sceicco Edebâli di Bilecik e il giurista Dursun Fakih. TDV segnala nei registri fondiari dotazioni a giuristi e ahi già sotto Osman e dice che Alâeddin Paşa, citato nell’atto del 1323, servì come visir negli ultimi anni di Osman.

İnalcık, autore della voce di TDV su Osman, interpreta il racconto delle cronache sulla presa di Karacahisar nel 1288 come il passaggio che fece di Osman un signore di frontiera e lo spostamento a Bilecik e Yenişehir intorno al 1299 come la svolta verso la Bitinia bizantina. Queste date provengono dalla tradizione delle cronache, che a suo giudizio conserva un ricordo reale del periodo.

I racconti, e come li interpretano gli storici

I racconti più noti provengono da un altro tipo di fonte. Âşıkpaşazâde terminò la sua storia nel 1484. TDV dice che la sua fonte principale per il primo periodo è una biografia dei primi bey scritta da Yahşi Fakih, oggi perduta, e che Yahşi Fakih aveva ricevuto i racconti da suo padre İshak Fakih, contemporaneo dei primi bey. Lo stesso libro è alla base di Neşrî, Oruç e altre cronache del Quattrocento.

Gli storici non concordano sul peso da attribuire a questo livello di fonti. Wittek interpretava la discendenza dai Kayı come una rivendicazione dinastica posteriore e propose la «tesi ghaza», secondo cui i guerrieri della fede costituivano il nucleo del primo Stato; Lindner e altri hanno criticato questa tesi. Köprülü difendeva l’idea dei Kayı come primo nucleo etnico dello Stato. Imber ha definito il primo periodo un «buco nero». İnalcık risponde che liquidare in blocco le cronache come racconti è una facile scappatoia, che i luoghi e gli itinerari che citano trovano riscontro e che Pachymeres fornisce dettagli che in esse mancano.

La data del 1299 appartiene a questo livello. L’antico racconto delle cronache fa risalire a quell’anno la presa di Bilecik e l’indipendenza di Osman. İnalcık osserva che cade in un periodo di agitazioni mongole in Anatolia, che Pachymeres colloca a Bafeo la prima azione datata e che, nella sua lettura, il 27 luglio 1302 può essere accettato come inizio della dinastia. Entrambe le date sono in uso; quella indicata da un libro dipende dal fatto che segua le cronache o Pachymeres.

Dopo di lui, le date

Orhan assunse la signoria nel marzo del 1324. Gli eventi datati successivi, nel resoconto di TDV sul suo regno:

DataEventoCosa dice TDV
6 aprile 1326Bursa si arrende a OrhanDopo un assedio durato dai venti ai venticinque anni, mantenuto da due piccoli forti. Condizioni: nessun saccheggio, chi lo desidera può partire con i propri beni, 30.000 monete d’oro versate a Orhan.
1–2 giugno 1329Battaglia di PelekanonL’imperatore Andronikos III compie la traversata per soccorrere İznik. Viene ferito, il suo esercito si sfalda e torna via mare a Costantinopoli. Il resoconto segue Kantakuzenos.
2 marzo 1331İznik si arrendeDopo Pelekanon la città non aveva più speranze. İbn Kemal indica invece il 1333.
Le date successive alla morte di Osman, dalle voci Orhan e Osman Gazi Türbesi di TDV.
Illustrazione ad acquerello di Bursa, città collinare cinta da mura, nella nebbia del mattino sotto una montagna innevata, con una cappella rotonda a cupola dentro le mura e un piccolo forte in legno su ciascuna delle due colline in primo piano
Illustrazione di Bursa dietro le sue mura, ai piedi dell’Uludağ, con i due piccoli forti (havale) che, secondo TDV, furono costruiti a est e a ovest della città per mantenerla sotto assedio dai venti ai venticinque anni.

Dove riposa, e che aspetto aveva

Osman riposa a Bursa, nella tomba di Tophane sulla collina dell’antica cittadella. La tradizione delle cronache dice che durante l’assedio venne a guardare la città dalle sue mura, vide la cappella di un monastero brillare come argento e chiese di essere sepolto sotto quella cupola; Orhan lo seppellì nella cappella rotonda dopo aver preso la città (TDV, Osman Gazi Türbesi). İbn Battûta, negli anni Trenta del Trecento, cita già la tomba all’interno di una moschea che era stata una chiesa.

L’edificio rotondo bruciò nel 1801 e fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1855. Il sultano Abdülaziz fece costruire la tomba attuale nel 1863: il corpo dell’edificio, il tamburo e la cupola sono tutti ottagonali e un portico su due esili colonne conduce a un vestibolo e poi alla tomba. Ospita 17 sarcofagi e solo cinque delle persone a cui appartengono sono note: Osman, suo figlio Alâeddin Bey, Asporça Hatun, İbrâhim, figlio di Orhan, e Savcı Bey, figlio di Murad I.

Non si conosce alcun ritratto di Osman eseguito quando era in vita. L’incisione qui sotto fu realizzata per una storia inglese dei turchi circa 280 anni dopo la sua morte e mostra come lo immaginava un incisore.

Incisione in bianco e nero di un uomo barbuto di profilo, con un turbante avvolto e un mantello, all’interno di un anello di parole latine che recitano Othomannus primus Turcarum rex floruit anno 1300
«Othomannus Primus», incisione di Laurence Johnson per la storia dei turchi di Richard Knolles, 1603: realizzata circa 280 anni dopo la morte di Osman; non si conosce alcuna sua raffigurazione. Rijksmuseum RP-P-1905-4914, pubblico dominio.

Risposte rapide

Osman I era un sultano?

Le fonti usano parole diverse. Pachymeres parla di un capo delle incursioni di frontiera. İbn Battûta, negli anni Trenta del Trecento, scrive «Sultan Osmancık». TDV dice che nessun bey turcomanno in Anatolia assunse il titolo di «massimo sultano» prima del 1335 e un’iscrizione del 1337 chiama suo figlio Orhan «sultano dei gazi». La tradizione ottomana posteriore considera Osman il primo della dinastia.

Quando nacque lo Stato ottomano?

La data tradizionale è il 1299, tratta dall’antico racconto delle cronache. İnalcık, in TDV, interpreta Bafeo, il 27 luglio 1302, la prima azione datata in una fonte dell’epoca di Osman, come una data accettabile per l’inizio della dinastia. Entrambe le date sono in uso.

Mal Hatun era figlia dello sceicco Edebâli?

Âşıkpaşazâde lo afferma nel 1484. L’atto di Mekece del marzo 1324 la indica come figlia di Ömer Bey e TDV dice che è certo che non fosse figlia di Edebâli.

Sappiamo che aspetto aveva Osman?

No. Non si conosce alcuna sua raffigurazione eseguita quando era in vita. L’incisione di Laurence Johnson per la storia dei turchi di Knolles risale al 1603, circa 280 anni dopo la sua morte.

Dove è sepolto Osman?

A Bursa, nella tomba di Tophane che il sultano Abdülaziz fece costruire nel 1863. La tomba di suo figlio Orhan è accanto.

Fonti

Apri l’elenco delle fonti
  1. Osman I, Halil İnalcık — TDV İslâm Ansiklopedisi, edizione a stampa del 2007, verificato il 20.10.2026
  2. Orhan, Halil İnalcık — TDV İslâm Ansiklopedisi, edizione a stampa del 2007, verificato il 20.10.2026
  3. Mal Hatun, Feridun Emecen — TDV İslâm Ansiklopedisi, edizione a stampa del 2019, verificato il 20.10.2026
  4. Edebâli, Kamil Şahin — TDV İslâm Ansiklopedisi, edizione a stampa del 1994, verificato il 20.10.2026
  5. Ertuğrul Gazi, Fahameddin Başar — TDV İslâm Ansiklopedisi, edizione a stampa del 1995, verificato il 20.10.2026
  6. Kayı, Faruk Sümer — TDV İslâm Ansiklopedisi, edizione a stampa del 2022, verificato il 20.10.2026
  7. Pachymeres, Georgios, Levent Kayapınar — TDV İslâm Ansiklopedisi, edizione a stampa del 2007, verificato il 20.10.2026
  8. Âşıkpaşazâde, Abdülkadir Özcan — TDV İslâm Ansiklopedisi, edizione a stampa del 1991, verificato il 20.10.2026
  9. Neşrî, Abdülkadir Özcan — TDV İslâm Ansiklopedisi, edizione a stampa del 2007, verificato il 20.10.2026
  10. Oruç b. Âdil, Abdülkadir Özcan — TDV İslâm Ansiklopedisi, edizione a stampa del 2007, verificato il 20.10.2026
  11. Wittek, Paul, Turgut Akpınar — TDV İslâm Ansiklopedisi, edizione a stampa del 2013, verificato il 20.10.2026
  12. İbn Battûta, A. Said Aykut — TDV İslâm Ansiklopedisi, edizione a stampa del 1999, verificato il 20.10.2026
  13. Osman Gazi Türbesi, Doğan Yavaş — TDV İslâm Ansiklopedisi, edizione a stampa del 2007, verificato il 20.10.2026
  14. Portret van sultan Osman I (RP-P-1905-4914) — Rijksmuseum, incisione di Laurence Johnson per la storia dei Turchi di Richard Knolles, pubblicata a Londra da Adam Islip, 1603, pubblico dominio, verificato il 20.10.2026
  15. Türbeler — Direzione provinciale della Cultura e del Turismo di Bursa, bursa.ktb.gov.tr, verificato il 20.10.2026
  16. Vakıflar Genel Müdürlüğü Arşiv Rehberi — Direzione generale delle Fondazioni, cdn.vgm.gov.tr, voce Asporçe Hatun (723 / 1323), verificato il 20.10.2026