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Tasse in Turchia per Stranieri: Guida Reddito e KDV 2025

5 min di lettura Aggiornato: Dicembre 27, 2025

Chi vive, lavora o investe in Turchia come straniero si renderà presto conto che il sistema fiscale turco è complesso ma strutturato logicamente, a patto di conoscerne le regole. La regola fondamentale è questa: il vostro status di residenza decide tutto.

Molti espatriati cadono nella trappola dell'”obbligo fiscale illimitato” senza nemmeno saperlo. In questa guida aggiornata al 2025, non analizzeremo solo i numeri, ma spiegheremo cosa significano concretamente per il vostro portafoglio. Abbiamo sostituito i dati obsoleti con le aliquote attuali per il 2025, mostrandovi dove si nascondono i costi extra.

Il fattore decisivo: La regola dei 183 giorni

Prima di parlare di aliquote, dobbiamo chiarire chi è effettivamente soggetto a tassazione. Il diritto tributario turco distingue tra due gruppi:

  • Soggetti passivi illimitati (Tam Mükellef): Coloro che hanno la residenza legale in Turchia o soggiornano nel Paese per più di 6 mesi (183 giorni) ininterrottamente in un anno solare.
    La conseguenza: Il vostro reddito mondiale deve essere tassato in Turchia (fatti salvi gli accordi contro la doppia imposizione).
  • Soggetti passivi limitati (Dar Mükellef): Coloro che non vivono stabilmente in Turchia (meno di 6 mesi di soggiorno).
    La conseguenza: Viene tassato solo il reddito prodotto in Turchia (ad esempio, redditi da locazione o stipendi locali).

Consiglio pratico: Esistono eccezioni alla regola dei 183 giorni per accademici, rappresentanti della stampa o persone in Italia per cure mediche. Questi rimangono spesso soggetti a tassazione limitata anche in caso di soggiorni prolungati.

1. Imposta sul reddito per le persone fisiche

L’imposta sul reddito (Gelir Vergisi) in Turchia è progressiva. Ciò significa che maggiore è il guadagno, più alta è l’aliquota. Per il 2025, le soglie di reddito sono state sensibilmente alzate per compensare l’inflazione.

Le seguenti aliquote si applicano a redditi da stipendio, affitti e attività commerciali:

Scaglione di reddito (Reddito annuo in TL)Aliquota fiscale
Fino a 158.000 TL15 %
158.001 TL 330.000 TL20 %
330.001 TL 800.000 TL (fino a 1.200.000 TL per dipendenti)27 %
800.001 TL 4.300.000 TL35 %
Oltre 4.300.000 TL40 %
Aliquote IRPEF turche per il 2025 (Dati basati sulla Gazzetta Ufficiale).

I redditi imponibili includono:

  • Stipendi e salari
  • Redditi da locazione (immobili)
  • Utili da attività professionale
  • Redditi di capitale (interessi, dividendi)

2. Imposta sulle società: Fondamentale per gli imprenditori

Per gli investitori stranieri che fondano una società in Turchia (ad esempio una Ltd. Şti. o una A. Ş.), vigono regole chiare. I tempi delle aliquote bassissime sono finiti, ma il Paese offre stabilità attraverso strutture ben definite.

L’aliquota standard dell’imposta sulle società per il 2025 è del 25%.

Dettagli importanti per i titolari d’azienda:

  • Settore finanziario: Banche e istituti finanziari pagano un’aliquota maggiorata del 30%.
  • Bonus export: Le aziende che esportano beni ottengono spesso uno sconto di 5 punti percentuali sull’aliquota per i ricavi da esportazione.
  • Imposta minima 2025: È stata introdotta una nuova imposta minima sulle società del 10% sull’utile prima di alcune deduzioni, per ridurre l’elusione fiscale.

Per chi pianifica investimenti a lungo termine, è fondamentale conoscere anche le normative sulla successione; consultate la nostra guida su Eredità in Turchia e tasse correlate.

3. Ritenuta d’acconto (Stopaj) sugli investimenti

Quando investite denaro in Turchia, lo Stato spesso trattiene l’imposta direttamente alla fonte (Stopaj). Questo semplifica la dichiarazione, ma riduce il rendimento immediato.

  • Dividendi: Se gli utili vengono distribuiti a stranieri non residenti, si applica una ritenuta del 15% (riducibile tramite trattati contro la doppia imposizione).
  • Interessi bancari: Le aliquote variano in base alla valuta e alla durata (spesso tra lo 0% e il 15%). I depositi a lungo termine in Lira turca godono spesso di agevolazioni fiscali.
  • Titoli di Stato: I rendimenti dei titoli di Stato turchi sono solitamente soggetti a una ritenuta ridotta (spesso 0% o 10%, a seconda della data di emissione).

Per maggiori informazioni su come finanziare i vostri progetti, leggete la nostra guida ai prestiti in Turchia per stranieri.

4. Imposte sui consumi: KDV e ÖTV

I costi “nascosti” della vita quotidiana in Turchia sono spesso legati alle imposte sui consumi. Qui bisogna distinguere:

IVA (KDV)

L’IVA (Katma Değer Vergisi) è stata aumentata a metà del 2023 e attualmente ammonta a:

  • 20% Aliquota standard: Applicata alla maggior parte dei beni, mobili, elettrodomestici e servizi.
  • 10% Aliquota ridotta: Si applica a tessili, abbigliamento e molti servizi di ristorazione.
  • 1% Aliquota super ridotta: Riservata ai generi alimentari di base come farina e pane.

Importante per gli esportatori: I beni e i servizi forniti a clienti all’estero (esportazione) sono generalmente esenti da KDV.

Imposta Speciale sui Consumi (ÖTV)

L’ÖTV (Özel Tüketim Vergisi) è un’imposta una tantum che rende estremamente costosi prodotti come beni di lusso, alcolici, tabacco e, soprattutto, veicoli. All’acquisto di un’auto, l’ÖTV può superare l’80% o addirittura il 100% del valore del veicolo, a seconda della cilindrata e del prezzo.

Se immatricolate un veicolo in Turchia, oltre all’ÖTV è dovuta la tassa automobilistica annuale (MTV), aumentata di circa il 44% nel 2025. Trovate maggiori dettagli nel nostro articolo sull’assicurazione auto in Turchia.

5. Immobiliare e patrimonio

Gli immobili sono molto popolari tra gli stranieri, ma anche qui il fisco è presente. Esistono tre fasi di tassazione:

Al momento dell’acquisto

Si applica una tassa di registro immobiliare (Tapu harcı) del 4% del prezzo di vendita dichiarato. Ufficialmente, acquirente e venditore si dividono il costo (2% ciascuno), ma nella pratica spesso l’acquirente è tenuto a farsi carico dell’intero 4%.

Attenzione: Molte procedure richiedono autenticazioni notarili. Informatevi su notarizzazione e spese notarili in Turchia.

Durante il possesso

L’imposta annuale sugli immobili (Emlak Vergisi) è bassa nel confronto internazionale:

  • Immobili residenziali: 0,1% (nelle grandi città come Istanbul 0,2%)
  • Locali commerciali: 0,2% (nelle grandi città 0,4%)

Inoltre, esiste l'”Imposta sugli immobili di pregio” (Değerli Konut Vergisi) per oggetti di lusso che superano un valore di circa 12,8 milioni di TL (soglia aggiornata annualmente).

Al momento della vendita (Il consiglio più importante!)

Qui risiede il maggior potenziale di risparmio: se possedete un immobile residenziale da più di 5 anni, il guadagno dalla vendita in Turchia è completamente esentasse. Se vendete prima, il plusvalore (prezzo di vendita meno prezzo di acquisto rettificato per l’inflazione) viene tassato come reddito.

Conclusione: La pianificazione è tutto

La Turchia offre sia opportunità fiscali (vendita di immobili esentasse dopo 5 anni, imposte fondiarie moderate) che sfide (elevate imposte sui consumi per auto e alcolici, rigida regola dei 183 giorni). Per gli stranieri è essenziale verificare con precisione il proprio status di residenza per evitare un obbligo fiscale mondiale indesiderato.

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