Le 10 più grandi aziende della Turchia: classifica aggiornata
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Un dato sorprende più di tutti: nel pieno della volatilità della lira, le prime tre aziende turche continuano a macinare fatturato grazie a ricavi in valuta forte. Non è il cambio a spiegare la tenuta dell’economia turca, ma i bilanci dei colossi che reggono il BIST. I dati di bilancio 2025, pubblicati e validati nel 2026, mostrano una realtà chiara: energia, trasporti e manifattura restano il cuore dell’economia.
Incrociando i risultati ufficiali del Capital 500 con i più recenti indicatori macro, come gli Indici del commercio estero turco, emerge un quadro utile non solo per investitori, ma anche per chi fa impresa sul territorio: chi esporta vince, chi controlla infrastrutture strategiche domina.

Potere di mercato e valore del brand: chi domina oggi?
Oggi la grandezza di un’azienda non si misura solo dal fatturato. Contano capitalizzazione, brand e capacità di generare valuta estera. Turkish Airlines resta il marchio più forte del Paese: secondo le valutazioni pubblicate nel 2026, il valore del brand ha raggiunto 2,27 miliardi di dollari, il livello più alto in Turchia.
Consiglio pratico: chi entra nel mercato turco tende a sottovalutare il peso dei grandi gruppi. In realtà, collaborare con player come Koç Holding, THY o BİM significa accedere a reti logistiche, finanziarie e politiche già rodate. Andare in solitaria, qui, è spesso un autogol.
Vantaggi competitivi: perché i gruppi turchi continuano a crescere
- Posizione geografica: la Turchia è il ponte operativo tra Europa, Medio Oriente e Asia Centrale. Energia e logistica ne beneficiano direttamente.
- Produzione flessibile: dall’automotive agli elettrodomestici, la capacità di adattarsi rapidamente alla domanda estera resta un punto di forza.
- Diversificazione energetica: accanto a petrolio e gas, crescono investimenti in rinnovabili e carburanti alternativi.
Classifica: Le 10 più grandi aziende della Turchia
Classifica basata sui dati di bilancio 2025 pubblicati nel 2026 (Capital 500) e sulle capitalizzazioni di mercato disponibili a inizio 2026.
1. Türkiye Petrol Rafinerileri A.Ş. (Tüpraş)

Tüpraş resta la regina del fatturato industriale. Garantisce gran parte dell’approvvigionamento di carburante del Paese e mantiene margini solidi nonostante la volatilità del petrolio. La transizione verso carburanti sostenibili per l’aviazione è uno dei dossier più seguiti dagli investitori.
2. Türk Hava Yolları AO (Turkish Airlines)

THY è una vera macchina da export di servizi. Nel 2026 la capitalizzazione supera i 9,3 miliardi di dollari. Istanbul si è imposta come hub globale e la compagnia continua ad ampliare flotta e rotte.
3. Ford Otomotiv Sanayi A.Ş. (Ford Otosan)

Cuore della produzione europea di veicoli commerciali Ford. Gli impianti di Kocaeli e Craiova dimostrano come il know-how industriale turco venga esportato con successo.
4. Petrol Ofisi A.Ş.

Dopo l’integrazione delle attività BP, domina la distribuzione carburanti con oltre un quarto del mercato. È impossibile ignorarla se si lavora nella logistica su gomma.
5. BİM Birleşik Mağazalar A.Ş.

Il colosso dell’hard discount è il più grande datore di lavoro privato. In tempi di inflazione alta, BİM è spesso la prima scelta delle famiglie.
6. Ahlatcı Holding

Gigante dell’oro e dei metalli preziosi, sempre più presente anche nella finanza. Per chi usa l’oro come bene rifugio o effettua trasferimenti di denaro in Turchia, è un nome ricorrente.
7. Shell & Turcas Petrol A.Ş.

Meno stazioni rispetto ai concorrenti, ma fatturato per punto vendita tra i più alti grazie a carburanti premium e retail non-oil.
8. STAR Rafineri A.Ş.

La raffineria più moderna del Paese, con capacità confermata di 13 milioni di tonnellate annue. Riduce la dipendenza dalle importazioni di diesel e jet fuel.
9. Arçelik A.Ş.

Con Beko e Grundig, Arçelik è un player europeo a tutti gli effetti. Design e tecnologia sviluppati in Turchia restano il suo marchio di fabbrica.
10. OPET Petrolcülük A.Ş.

Parte del gruppo Koç, OPET è sinonimo di standard elevati nel servizio e nella distribuzione carburanti.







